Comunismo

Fondatori ideologici
Primi sviluppi
Sviluppi secondari e varie correnti di pensiero
Personaggi
Differenze con altri sistemi economici
Tirando le somme
La prima formulazione di una società comunista è attribuibile a Platone , che nella città ideale disegnata nella Repubblica prevedeva la soppressione della proprietà privata e dell'istituzione familiare per annullare ogni conflitto tra interesse privato e Stato; tale modello si applicava tuttavia alla sola élite dirigente, mentre mancava ogni riferimento a una emancipazione dei ceti inferiori. 
È comunque con l'avvento del cristianesimo che fiorirono i primi ideali comunistici di carattere universale: i dettami evangelici, per quanto attenuati dalle esortazioni di s. Paolo a vivere docilmente la propria condizione sociale, indussero le prime comunità cristiane a mettere in comune i beni materiali. Questi precedenti ispirarono in una certa misura le esperienze dell'ordine francescano e dei movimenti ereticali del 1100-1300.

Ma fu con Carl Marx e Engels, che redigendo "Il manifesto del partito comunista", allargano l'idea di comunismo applicato allo stato. 



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Primi sviluppi:

Alla rivolta che rovesciò il regime monarchico zarista, nel 1917, generando la Repubblica russa, seguì una prima vittoria bolscevica, e la nascita della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa. A questo, fece seguito, dal 1917 al 1921 (o 1923 secondo molti storici) la Guerra civile russa che vide la vittoria dell'Armata Rossa, bolscevica sull'Armata Bianca, contro-rivoluzionaria. L'egemonia bolscevica si impose anche su altre correnti comuniste, antizariste e rivoluzionarie, ma di spirito anarchico e libertario, come quelle ispiratrici dellaRivolta di Kronštadt, o la Machnovščina ucraina. A conclusione, nel 1922, verrà istituita l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, il primo stato teso, almeno idealmente e inizialmente, a seguire molti degli ideali comunisti teorizzati da Marx, rielaborati da Lenin, ma purgati da molte istanze libertarie e spontaneiste, proprie del comunismo tout court. L'URSS crollò nel 1991.

Sviluppi secondari e varie correnti di pensiero:

In cina:

Un modello assai differente da quello sovietico venne proposto dopo la guerra dall'altra grande rivoluzione comunista, che portò nel 1949 alla fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Mao Tse-tung operò una profonda reinterpretazione degli ideali comunisti rivalutando l'apporto delle classi contadine, determinanti nelle realtà dei paesi in via di sviluppo rispetto a un debole proletariato urbano. Il maoismo evidenziò anche in modo particolare la necessità di pianificare una crescita più equilibrata tra agricoltura e industria e di tenere costantemente vivo lo spirito rivoluzionario per impedire il ricostituirsi dei privilegi e della stratificazione in classi. Tuttavia l'idea maoista di una rivoluzione permanente si scontrò con forti resistenze all'interno dello stesso Partito Comunista, venne progressivamente accantonata e ricevette un colpo definitivo con la morte di Mao (1976). Il Maoismo ebbe forti influenze nel Sudest asiatico, e in particolar modo nella Cambogia di Pol Pot, mentre il Vietnam si pose sotto influenza sovietica.

A cuba:

Singolare è l'esperienza cubana, in cui il comunismo fu instaurato grazie ai rivoluzionari barbudos del movimento 26 luglio (Ernesto Che Guevara,Fidel CastroCamilo Cinfuegos, ecc.). La vittoria dei rivoluzionari e la cacciata del dittatore filo-statunitese Fulgencio Batista divenne "ufficiale" il 2 gennaio 1959 , quando la colonna del Che entra nella capitale di Cuba, La Habana, e occupa la fortezza militare "La Cabaña". Proprio qui, organizzò una scuola di alfabetizzazione per tutti gli ex combattenti. È la vittoria di Ernesto e dei suoi compagni. Nonostante l'embargo statunitense, gli attentati terroristici degli anticastristi [2]), i diversi tentativi controrivoluzionari (il più celebre fu la cosiddetta Baia dei Porci [3]), la morte del carismatico Che Guevara e il crollo del regime sovietico (che era il suo principale partner commerciale), il governo cubano ha resistito sino ad oggi. Nel corso di tutti questi anni il regime cubano si è via via involuto e per questo molte critiche al castrismo sono giunte anche da esponenti della sinistra rivoluzionaria e dagli anarchici in particolare.

Vai all'indice! IL comunismo oggi e realtà esistenti:

Dopo la caduta degli stati socialisti del blocco orientale, il movimento comunista fu indebolito, ma non tanto da scomparire. Dei restanti stati socialisti, la Cina, il Vietnam e il Laos hanno mosso verso un'economia di mercato ma senza maggiore privatizzazione del settore statale. Cubasta in qualche misura cercando di mitigare la gravità della crisi iniziata con la caduta dell'Unione Sovietica anche grazie all'incremento dei rapporti commerciali con i suoi alleati Venezuela e Cina. La Corea del Nord, nel perseguire invece l'ideologia più radicale dello Juche, versando in una profonda e persistente crisi sociale ed economica, non sembra riuscire a trovare un proprio equilibrio nel nuovo assetto mondiale, adottando una strategia di minacciose dichiarazioni rivolte, assai spesso, all'intera comunità internazionale.
Nel frattempo, il movimento comunista nel mondo ha ripreso iniziativa dopo la profonda crisi del 1989-1991. In Venezuela, il Partito Comunista è allineato con il governo di Hugo Chávez, mentre in Moldavia, il partito comunista locale ha vinto le elezioni in parlamento nel 2001 e nel2005.
In Ucraina e Russia, i comunisti risultano secondi nel 2002 e nel 2003 alle elezioni.
Nella Repubblica Ceca, il Partito Comunista risulta invece terzo nel 2002 nelle elezioni, e così fece il Partito Comunista del Portogallo nel2005.
Il Partito Comunista dell'India è un'alleanza chiave per il governante Partito del Congresso[senza fonte] ed è al governo nello stato del Bengala Occidentale.
La guerriglia comunista è attiva nella lotta contro i governi delle Filippine, della Colombia e del Perù. C'è anche una forte opposizione comunista alla Repubblica Islamica dell'Iran portata avanti dal Partito Comunista dei Lavoratori dell'Iran e il suo collaboratore, il Partito Comunista dei Lavoratori dell'Iran-Hekmatist.
Entrambi i gruppi sostengono di essere gli eredi di Mansoor Hekmat, famoso comunista iraniano e fondatore dei partiti comunisti dei lavoratori dell'Iran e dell'Iraq. Nonostante l'emarginazione politica seguita alla Rivoluzione iraniana del 1979, questi partiti stanno cercando di rovesciare la Repubblica Islamica.
In Italia, il Partito della Rifondazione Comunista guidato da Franco Giordano (attualmente il segretario è Paolo Ferrero) ed il Partito dei Comunisti Italiani di Oliviero Diliberto (alleati ad altre forze ambientaliste e socialdemocratiche) alle elezioni politiche del 2008 hanno registrato il 3% dei consensi dei votanti; nella stessa tornata elettorale sono rimaste sotto l'1% anche altre due liste riportanti la falce e martello (Sinistra Critica e il Partito Comunista dei Lavoratori). Tutte le forze politiche "comuniste" sono pertanto oggi esterne al Parlamento italiano.
Per molti militanti comunisti italiani, diversi fra questi esponenti politici, tradendo o deviando gli ideali di partenza e negando una reale partecipazione alle proprie scelte, non sarebbero autentici comunisti, ma soltanto attori di strategie opportunistiche messe in opera a vantaggio delle oligarchie di cui si trovano a capo.

Personaggi:

Ernesto Che Guevara

Il soprannome di "Che" gli venne attribuito dai suoi compagni di lotta cubani in Messico, e deriva dal fatto che Che Guevara, come tutti gli argentini, pronunciava spesso l'allocuzione "che". La parola deriva dalla lingua mapuche e significa "uomo", "persona", e venne ripresa nello spagnolo parlato in Argentina ed Uruguay, per chiamare l'attenzione di un interlocutore, o più in generale, come un'esclamazione simile a "hey". Guevara fu membro del Movimento del 26 luglio e, dopo il successo della rivoluzione cubana, assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza al solo Fidel Castro.
Dopo il 1965, lasciò Cuba per "esportare la rivoluzione", prima nell'ex Congo Belga (ora Repubblica Democratica del Congo), poi in Bolivia. L'8 ottobre 1967,riconosciuto e poi tradito da un contadino, venne ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell'esercito boliviano - assistito da forze speciali statunitensi ossia agenti speciali della CIA - a La Higuera, nella provincia di Vallegrande (dipartimento di Santa Cruz).
Il giorno successivo venne ucciso nella scuola del villaggio. Il suo cadavere - dopo essere stato esposto al pubblico a Vallegrande - fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato da una missione di antropologi forensi argentini e cubani, autorizzata dal governo boliviano di Sanchez de Lozada, nel 1997. Da allora i suoi resti si trovano nel Mausoleo di Santa Clara de Cuba.

Stalin:

Nativo della Georgia, di umili origini, visse un'avventurosa giovinezza come rivoluzionario socialista di professione, prima di assumere un ruolo importante di dirigente all'interno della fazione bolscevica del Partito Operaio Socialdemocratico Russo, guidata da Lenin. Capace organizzatore, dotato di grande energia e di durezza di modi e di metodi, Stalin, strettamente fedele alle direttive di Lenin, divenne uno dei principali capi della Rivoluzione d'ottobre e del nuovo stato socialista: l'Unione Sovietica. Il suo ruolo e il suo potere politico crebbero durante la Guerra civile russa in cui svolse compiti politico-militari di grande importanza, entrando spesso in rivalità con Lev Trotzkij.
Nonostante le critiche mossegli nell'ultima parte della sua vita da Lenin e il duro contrasto con Trockij, Stalin, alla morte del capo bolscevico, assunse progressivamente, grazie alla sua abilità organizzativa e politica e al ruolo di segretario generale del partito, il potere supremo in Unione Sovietica. Dopo aver sconfitto politicamente prima la sinistra di Trockij e quindi la destra di Zinovev, Kamenev e Bucharin, Stalin adottò una prudente politica di costruzione del "socialismo in un solo paese", mentre nel campo economico mise in atto le politiche estremistiche di interruzione della NEP, di collettivizzazione forzata delle campagne e di industrializzazione mediante i Piani Quinquennali, lo stakanovismo e la crescita dell'industria pesante[2].
A metà degli anni trenta, in una fase di superamento delle difficoltà economiche e di crescita industriale, Stalin iniziò il tragico periodo delle purghe e del Grande terrore in cui progressivamente eliminò fisicamente, con un metodico e spietato programma di repressione, tutti i suoi reali o presunti avversari nel partito, nell'economia, nella scienza, nelle forze armate, nelle minoranze etniche. Per rafforzare il suo potere e lo stato sovietico contro possibili minacce esterne o interne di disgregazione, Stalin organizzò un vasto sistema di campi di detenzione e lavoro (GULag) in cui furono imprigionati in condizioni miserevoli milioni di persone[3].
Nel campo della politica estera Stalin, timoroso delle minacce tedesche e giapponesi alla sopravvivenza dell'Unione Sovietica, in un primo momento adottò una politica di collaborazione con l'occidente secondo la dottrina della sicurezza collettiva; dopo l'Accordo di Monaco il dittatore, sospettoso delle potenze occidentali e intimorito dalla potenza tedesca, preferì ricercare un accordo temporaneo con Adolf Hitler che favorì l'espansionismo sovietico verso occidente e i Paesi Baltici.
Colto di sorpresa dall'attacco iniziale tedesco con il quale la Germania nazista violava il patto di non aggressione sottoscritto dalle due potenze solo due anni prima[4], nonostante alcuni errori di strategia militare nella fase iniziale della guerra, Stalin seppe riorganizzare il Paese e l'Armata Rossa fino a ottenere, pur a costo di gravi perdite militari e civili, la vittoria totale nella Grande Guerra Patriottica. Il dittatore rivestì un ruolo di grande importanza nella lotta contro il nazismo e nella sconfitta di Hitler; le sue truppe, dopo aver liberato l'Europa Orientale dall'occupazione tedesca, conquistarono Berlino e Vienna, costringendo il Führer al suicidio[5].
Dopo la vittoria Stalin, divenuto detentore di un enorme potere in Unione Sovietica e nell'Europa centro-orientale e assurto al ruolo di capo indiscusso e prestigioso del comunismo mondiale, accrebbe il suo dispotismo violento riprendendo politiche di terrore e di repressione. Stalin morì per una emorragia cerebrale nel 1953, quando l'Unione Sovietica era diventata una grande potenza economica[6][7][8], una delle due superpotenze mondiali dotata di armi nucleari, e guida del mondo comunista mondiale.
Dal 1956, a partire dal XX Congresso del PCUS, Stalin, che era stato oggetto di un vero e proprio culto della personalità da parte di dirigenti e simpatizzanti del comunismo mondiale, è stato sottoposto a pesanti critiche da parte di politici e storici per la sua attività politica e per i suoi spietati metodi di governo.

Differenze con altri sistemi economici:

CON L'ANARCHIA:
“Nessuno stato, per quanto democratiche siano le sue forme, foss’anche la repubblica politica più rossa, popolare solo nel suo falso significato noto con il nome di rappresentanza del popolo, sarà mai in grado di dare al popolo quello che vuole, e cioè la libera organizzazione dei suoi interessi dal basso in alto, senza nessuna ingerenza, tutela o violenza dall’alto, perché ogni Stato, anche lo stato pseudo-popolare ideato dal signor Marx, non rappresenta in sostanza nient’altro che il governo della massa dall’alto in basso da parte della 
minoranza intellettuale, vale a dire quella più privilegiata , la quale pretende di sentire gli interessi ideali del popolo più del popolo stesso”. 

CON I NAZIONALISMI ESTREMI:
Ho letto sul Corriere che il regista polacco Zanussi, amico personale del Papa, ha ribadito con convinzione che comunismo e nazismo si equivalgono. E' vero che entrambi provocarono decine di milioni di morti, ma non comprendo come il bravo regista non si renda conto che, nella fase iniziale, la differenza c' era, e sostanziale. Il nazismo fu apertamente fin dall' inizio sopraffattore e portatore dell' idea di dominare altri popoli. Al comunismo, che poi come sappiamo deviò orribilmente, credo vada riconosciuto che all' inizio aveva idee e programmi egualitari e di giustizia sociale, e non di sterminio e di dominazione. Lei che ne dice? Gabriele Barabino Tortona (Al) Caro Barabino, fra nazismo e comunismo vi fu effettivamente una fondamentale differenza. Il primo credeva nella superiorità della razza ariana e nel suo diritto di governare il mondo. Il secondo era fondato sulla convinzione che gli uomini fossero eguali e avessero tutti gli stessi diritti. La Germania hitleriana fu uno Stato razzista. L' Unione Sovietica fu uno Stato multirazziale. Dopo lo scoppio della guerra il Terzo Reich trattò i polacchi e altre popolazioni slave dei territori occupati come untermensch, esseri inferiori destinati a servire il popolo dominatore; mentre l' Urss, dopo la fine del conflitto, considerò ideologicamente «fratelli» i comunisti degli Stati satelliti. Ma nella realtà storica e politica del 900 queste differenze si appannano e lasciano il posto a straordinarie affinità. Quando conquistò tutto il potere, dopo lo scioglimento dell' Assemblea costituente nel febbraio del 1918, Lenin scatenò la politica del terrore contro i «nemici del popolo»: borghesi, nobili, sacerdoti, socialisti rivoluzionari, dissidenti di ogni classe sociale. Quando lanciò il primo piano quinquennale alla fine degli anni Venti, Stalin dichiarò guerra ai kulaki (i piccoli proprietari che intendevano conservare la terra conquistata all' epoca della riforma Stolypin o agli inizi della rivoluzione bolscevica) e li sterminò con due strumenti non meno efficaci delle persecuzioni hitleriane: la carestia, provocata dalla politica agricola del regime, e il trasferimento forzato delle popolazioni. Quando volle consolidare il suo potere al vertice del partito, il «meraviglioso georgiano», come lo definì Lenin dopo il loro primo incontro, trattò i suoi nemici, veri o presunti, in un modo ancora più spiccio e crudele di quello che Hitler aveva usato contro l' opposizione comunista e socialdemocratica nei primi anni del regime. Gulag e lager sono effettivamente fratelli siamesi, creazioni di una stessa spietata filosofia totalitaria. Quando Margarethe Buber Neumann, moglie di un comunista tedesco scomparso nelle purghe degli anni Trenta, fu consegnata dai sovietici ai nazisti e passò da un gulag a un lager, osservò ironicamente che la sola differenza fra i due era l' igiene: il primo era più sporco del secondo. La vera differenza tra i due sistemi politici, caro Barabino, è un' altra. Lei è nato in un Paese dell' Europa occidentale e ha memoria, diretta o indiretta, delle sofferenze inflitte dalla Germania hitleriana a questa parte del mondo. Ma se fosse polacco, estone, lettone, lituano, ucraino, moldavo o romeno lei ricorderebbe, per tradizione familiare, quello che accadde nella sua terra quando l' Armata rossa e i commissari del popolo imposero il loro potere. Ricorderebbe ad esempio ciò che una parte della sinistra europea ha rimosso dalla sua memoria: i Protocolli segreti dell' agosto 1939 con cui Stalin offrì a Hitler le garanzie necessarie per la guerra che si preparava a fare, e incassò, come prezzo, una parte della Polonia, le tre repubbliche del Baltico, un pezzo di Finlandia e, più tardi, la Bessarabia romena. Le segnalo a questo proposito che nel grande festival della memoria, ormai iniziato da qualche mese, la prossima tappa sarà il 9 maggio, 60° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, quando i baltici chiederanno ancora una volta a Putin di riconoscere le responsabilità russe negli eventi che portarono alla Seconda guerra mondiale.

TIRANDO LE SOMME:

Pro:
Assicura a tutta la popolazione i beni essenziali per la sopravvivenza.
C'è pari dignità tra le persone, nessuno può superare e dominare l'altro, almeno teoricamente.

Contro:
L'economia è più rigida.
Può sfociare in nazionalismi chiusi.
Il partito che detta la legge può essere vista come un'oligarchia.

FONTI E MATERIALI:

Manifesto del partito comunista:

Alcuni saggi economici di Mark :

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